venerdì 10 giugno 2016

Carrellata fotografica

Il Pro Patria di Busto Arsizio negli anni '30

Il Fiorenzuola nel 1922

Campionato 1922-'23. In serie A ci giocò la Rivarolese, squadra di Rivarolo Ligure, dalla maglia gialla con banda rosso-nera e stella rossa sul cuore. In quel campionato su suol mitico campo "Torbella" la Rivarolese sconfisse la Juventus, una Juventus fortissima, la sconfisse per 2-0 e si permise pure di impattare 1-1 col Milan ... Altri tempi... Tempi nei quali predominava la poesia e non il denaro! 

(testi e foto di Marko Rinaldo Durante

martedì 7 giugno 2016

Europeo 1964: le reti di Pereda

Jesús María Pereda Ruiz de Temiño soprannominato Chus Pereda, è stato l'eroe spagnolo dell'edizione del 1964 del Campionato europeo di calcio del 1964, le cui semifinali e la finale si giocarono proprio in terra iberica.
Pereda nasce a Medina de Pomar, Burgos, il 15 giugno del 1938. Si trasferisce a Balmaseda dove inizia a giocare a calcio e quando è poco più che adolescente diventa il capitano della rappresentativa provinciale U16. Inizia la sua carriera professionale con la
Sociedad Deportiva Indautxu, una squadra delle città basca di Bilbao. Successivamente, non viene ingaggiato però dall'Athletic Bilbao perchè non è basco di nascita, così decide di trasferirsi a Madrid per indossare la prestigiosa maglia del Real. E' la stagione 1958-59.

Con le Merengues, Pereda gioca solo due partite nella Liga spagnola, riuscendo però anche ad andare in rete in una gara contro il Real Zaragoza, è ancora giovane ed inesperto così viene ceduto, nel corso di quella stagione, in prestito al Real Valladolid in Segunda Division. Torna, nel campionato 1959-60, nella massima serie con il Sevilla FC: qui si fa valere, mettendo a segno 11 gol.

Nell'estate del 1961, Pereda firma un contratto con il FC Barcelona, ​​in breve tempo diventa uno dei calciatori simbolo del club blaugrana: in 293 partite ufficiali nel corso di otto anni realizza la bellezza di 104 gol e vince per due volte la Copa del Generalísimo, nel 1963 e nel 1968.

                                                       (Pereda è il secondo accosciato da sinistra)

Il nome di Pereda però è indissolubilmente legato alla vittoria del Campionato europeo di calcio da parte della Spagna. Grazie a due sue reti le furie rosse riescono ad aggiudicarsi l'ambito trofeo. In semifinale quando scende in campo al fianco del suo compagno di squadra del FC Barcelona Josep Fusté, contro l'Ungheria, il 17 giugno del 1964, realizza la prima rete degli spagnoli al 35' del primo tempo. Rete fondamentale perché la contesa si chiuderà, dopo i tempi supplementari, sul 2-1 per i padroni di casa. Quella più importante è però quella messa a segno nella finalissima di Madrid il 21 giugno del 1964,
contro l'Unione Sovietica, al 6' minuto porta in vantaggio la Spagna! Ma non solo dopo il pareggio dei sovietici due soli minuti, sarà suo il passaggio che permette a Marcelino di realizzare la rete del definitivo 2-1 all'85'.


 La rete decisiva di Marcelino

lunedì 6 giugno 2016

La storia dell'Europeo di calcio: 1960 l'incredibile rimonta della Jugoslavia

E' il 6 giugno del 1960, quando di fronte a 26,370 spettatori al Parco dei Principi di Parigi, si gioca la prima partita del Campionato Europeo: sarà una gara scoppiettante, ricca di colpi di scena, non adatta ai deboli di cuore. I francesi sperano di sfruttare il fattore campo e di riuscire ad eliminare l'ostica Nazionale della Jugoslavia.

La Nazionale francese si è qualificata alle semifinali, sconfiggendo prima la Grecia e dopo l'Austria, senza troppi problemi. Arrivavano però a giocarsi all'accesso alla finalissima non potendo contare su due dei loro uomini migliori:
Raymond Kopa e Just Fontaine, autore di 30 gol in 21 incontri internazionali.
Per i francesi l'inizio è traumatico, dopo solo undici minuti Milan Galic porta gli ospiti in ​​vantaggio. Ma accade il miracolo: i francesi centrano il pallone e trovano, nella loro prima azione, la rete del pareggio: è il 12' e lo mette a segno Jean Vincent, dello Stade Reims.

I calciatori transalpini sulle ali dell'entusiasmo si gettano in avanti, al 43' Francois Huette realizza il meritato 2-1. Nella ripresa, al 52', i blu di Francia con Maryan Wisnieski segnano ancora: Francia  Jugoslavia 3-1, c'è scritto sul tabellone.

I tifosi sugli spalti sono entusiasti, la finalissima sembra a portata di mano, tutto lo stadio è pieno di bandiere francesi che sventolano nella notte parigina.  Al 55' però la Jugoslavia segna la sua seconda rete con Ante Zanetic. Passano solo sette minuti e Francois Huette realizza la sua doppietta. 4-2, la gara sembra ora davvero finita, due reti da rimontare sembrano una montagna difficile da scalare!

Poi accade quello che nessuno avrebbe potuto prevedere, la Jugoslavia accorcia al 75' con Tomislav Knez. I francesi si disuniscono, sono stanchi ... arriva la paura, quella maledetta paura di non farcela. Drazan Jerkovic, l'attaccante della Dinamo Zagabria, realizza in due soli minuti una doppietta. La Jugoslavia è in vantaggio!

Negli ultimi dieci lunghissimi minuti di gioco, i francesi si lanciano coraggiosamente all'assalto della porta avversaria, ma non c'è niente da fare, la Jugoslavia arriva in finale dove affronterà l'URSS.




 

giovedì 19 maggio 2016

Levratto ed il suo tiro "spacca lingua"

Felice Levratto fu un giocatore dal tiro incredibile. Nato calcisticamente nel Vado, dove vinse la prima ed unica Coppa Italia del piccolo Club savonese, al Genoa dove fu autore di campionati strepitosi. Da qui alla Nazionale il passo fu breve.

Si racconta che durante una partita fra la nostra Nazionale e il Lussemburgo un suo tiro fu così potente che tranciò di netto una parte della lingua del portiere lussemburghese Bausch.
Il quale dopo essersi fatto medicare tornò molto "stoicamente" in campo, ma si racconta che quando Levratto si presentò da solo davanti ad esso, questo fuggi dalla porta gridando ... Levratto scoppiò a ridere e tiro fuori ...

 testo e foto di Marko Rinaldo Durante

venerdì 13 maggio 2016

E' uscito UK football stories n.2

La Urbone Publishing ha fatto uscire in questi giorni il secondo numero di UK football stories, libro dedicato al calcio e alla cultura anglosassone.
Un salto indietro nel tempo alla scoperta di personaggi leggendari che hanno reso unico il calcio proveniente da oltre manica. Dal grande George Best icona di un periodo storico, al "King" Kevin Keegan il re della Kop di Liverpool. Ma non solo si respirerà l'aria dell'Hampden Park, ci si immaginerà hooligan al seguito di una squadra con i propri riti e le proprie regole mai scritte ma rispettate da tutti, si capiranno le motivazioni che hanno spinto un gruppo di coraggiosi tifosi ad abbandonare il vincente Manchester United, per fondare un altro club partendo dalle categorie più basse del calcio inglese. Solo per coerenza e mentalità.
Ma non solo ... una lettura a punta di dito (il Subbuteo) e le vicende di due squadre: Manchester City e Swindon Town con una storia poco conosciuta ma che merita si essere raccontata.
Se volete conoscere aspetti poco noti, ma non per questo meno interessanti, del calcio inglese, questa è la pubblicazione che fa per voi!


http://www.urbone.eu/obchod/uk-football-stories-n-2
Questo il link se siete interessati.

L'Arena del Sole di Rodi

Lo stadio della città greca di Rodi venne inaugurato nel 1932, dalle autorità italiane, che ai tempi occupavano l'isola del dodecanneso.
Aveva una capienza di 8.500 spettatori, oggi ridotta a 3.693. Attualmente è l'impianto in cui giocano le due compagini di Rodi: il Diagoras F.C. e il Rodos Football Club.
Il record di affluenza è stato registrato nel campionato 1981-1982 in occasione di una partita del Diagoras F.C. contro l'Olympiakos, partita giocata davanti a circa 8 500 spettatori.

Se siete in vacanza a Rodi e volete visitare questo vecchio impianto ecco le indicazioni:  l'impianto si trova appena fuori dalle mura medievali della città vecchia (lato sud) e quindi molto facile da trovare. Se arrivate dal  centro della città, basta seguire Republic Street, parallela al perimetro esterno delle mura. Non girate a destra all'incrocio, in direzione di Faliraki e Lindos, proseguire dritto, e dopo 100 metri vi troverete di fronte al vecchio ingresso.

 L'Arena del sole nel 1930

venerdì 6 maggio 2016

Il primo calciatore straniero del Chelsea

Il 15 novembre 1913, il centrocampista danese Nils Middelboe è stato il primo giocatore non britannico a scendere in campo nella lunga storia calcistica del Chelsea.Middelboe, quando sbarcò a Londra, era già un calciatore famoso, aveva segnato la prima rete della storia della Danimarca e la prima rete messa a segno da una squadra di calcio alle Olimpiadi. Fu nell'edizione del 1908. Con la sua Nazionale vinse la medaglia d'argento quell' anno e nel 1912, quando diventò anche il capitano della Nazionale danese.




Nel 1913, si trasferì al Chelsea dal Kjøbenhavns Boldklub, dove aveva trascorso gli ultimi dieci anni.  Inizialmente firmò per il Newcastle, che poi lo passò al Chelsea proprio all'ultimo minuto. Al suo arrivo allo Stamford Bridge, ricevette la fascia di capitano e guidò la sua nuova squadra ad una vittoria per 2-1 contro il Derby County.Al Chelsea, mantenne lo status di dilettante, lavorando però presso una banca di Londra. A quei tempi chi lavorava in banca guadagnava tre volte di più di un calciatore! Per non intromettersi con la sua carriera in banca, il Chelsea non gli chiese di giocare in trasferta.




Middelboe è rimasto con il Chelsea per dieci anni e ha collezionato un totale di 175 presenze. In seguito, ha giocato per un paio di club amatoriali, poi è diventato l'allenatore del Clapham Oriente nel 1929. Nel 1936,  tornò in Danimarca come allenatore della Kjøbenhavns Boldklub facendogli vincere il campionato.

sabato 30 aprile 2016

Gli eroi di Köln-Müngersdorf.

In 90 minuti, undici coraggiosi calciatori si sono guadagnati l'immortalità calcistica. Il loro attaccamento ai colori del Fortuna Düsseldorf che li ha portati a vincere contro i favoritissimi calciatori dello FC Schalke 04 fu leggendario. Era l'11 giugno del 1933 quando al Mungerdorferstadion di Colonia, i ragazzi di Düsseldorf conquistarono la prestigiosa "Victoria", un precursore dell'insalatiera che oggi viene data a chi si aggiudica il campionato di calcio tedesco

 

11 giugno 1933 finale
del Deutsche Fußballmeisterschaft 1932/33

Il Fortuna arriva imbattuta alla finale, segnando 19 reti senza subirne nessuna, un cammino senza dubbio esaltante. Il 7 maggio affrontano il RS Gliwice che viene sconfitto per 9-0 (il primo tempo era terminato sul 3-0), nel turno successivo è la volta dell'SV Arminia Hannover ad essere sconfitto, con un finale di 3-0.
Il 28 maggio a Berlino in semifinale l'Eintracht Frankfurt viene superato per 4-0. 



In finale c'è però il temibile Schalke 04, dato da tutti gli addetti ai lavori come favorito. Si gioca di fronte a 60.000 spettatori, tra cui 20.000 provenienti da Düsseldorf. Lo Schalke fin dai primi minuti di gioco è partito all'offensiva, ma il primo gol l'ha segnato il Düsseldorf, grazie a Zwolanowski al 10'. Lo  Schalke, subita la rete, non riesce più a ritrovare il suo proverbiale gioco così al 70' il Fortuna raddoppia con  Mehl. Sei minuti prima del fischio finale, Hochgesang segna il 3-0 così il Fortuna diventa campione tedesco del 1933!

Questo l'undici vincente:
Pesch, Trautwein, Bornefeld, Janes, Bender, Breuer, farina, Wigold, alti voce, Zwolanowski, Kobierski.Allenatore:  Heinz
Körner.


venerdì 29 aprile 2016

William Ralph "Dixie" Dean: 60 reti in un campionato!

William Ralph "Dixie" Dean, leggendario eroe dei tifosi dell'Everton FC, nasce a Birkenhead, poco distante dalla città di Liverpool. E' il 22 gennaio del 1907. Inizia la sua carriera nella squadra locale del Tranmere Rovers, gioca come centrattacco e con loro mette a segno 27 reti in 30 partite. Molti club importanti iniziano così ad interessarsi a lui, come Arsenal, Newcastle ed Everton. Lui si trasferisce ai Toffes nel 1925 per 3.000 sterline. E' il 1925. Corona il suo sogno perché arriva a giocare nella squadra di cui è sempre stato tifoso da quando suo padre lo portò per la prima volta allo stadio nel campionato 1914-15.
Nella squadra di Liverpool nella sua prima stagione mette a segno ben 32 reti.
L'Everton, si aggiudica il campionato del 1928, grazie a "Dixie" che realizza ben 60 reti, un record tuttora imbattuto in una stagione! 
Nel 1930, nonostante i suoi gol, i Toffes inaspettatamente retrocedono, ma lui decide di restare. Con la fascia da capitano ben salda sul braccio, l'anno successivo li riporta in First Division con le sue 39 reti che gli fanno guadagnare anche il titolo di capocannoniere della Second Division. L'anno successivo l'Everton vince il titolo da neopromossa e Dean è ancora una volta capocannoniere, con 44 reti. Nel 1933 l'Everton vince anche la FA Cup grazie anche ad una sua rete messa a segno nella finale in cui il Manchester City viene sconfitto per 3-0, di fronte a ben 92.950 spettatori.



Dean lascia l'Everton nel 1938 con 383 reti segnate in 433 partite! Oggi è ancora considerato come il più forte calciatore che abbia mai indossato la maglia dell'Everton.
Nella stagione 1938-39 si trasferisce al Notts County dove mette a segno tre reti in sole nove partite. Quando ha trentadue anni firma un contratto con gli irlandesi dello Sligo Rovers. Il giorno che arriva in treno nella città di Sligo trova una folla festante ad attenderlo. Segna sette reti in dieci partite.
Termina la sua carriera con l'Asthon United nella Cheshire County League nella stagione 1939-40, qui gioca due sole partite segnando anche una rete, ma l'inizio della Seconda guerra mondiale pone fine alla sua prestigiosa carriera.

Con la nazionale inglese esordisce quando ha 19 anni, in una partita contro il Galles, con la maglia con i tre leoni gioca 16 partite mettendo a segno 18 reti!


martedì 26 aprile 2016

Le Indie Orientali Olandesi alla Coppa del Mondo

La squadra di calcio nazionale indonesiana ha partecipato solo una volta in Coppa del Mondo di calcio, precisamente all'edizione del 1938, che si giocò in Francia, con il nome di Indie Orientali Olandesi. Furono la prima compagine asiatica che partecipò alla Coppa del Mondo, si qualificò dopo la rinuncia della Nazionale del Giappone.

Giocarono la loro prima partita, il 5 giugno del 1938 al Vélodrome Municipal di Reims, di fronte ad 8.000 spettatori, perdendo 6-0 contro la forte Ungheria. La prima rete arrivò dopo solo quattordici minuti e fu messa a segno da Vilmos "Willy" Kohut un attaccante che giocava in Francia nel Marsiglia. Le altre reti furono messe a segno da Géza Toldi del Ferencvárosi TC, due da György Sárosi anche egli militante nel Ferencvárosi TC e due da Gyula Zsengellér dello Újpest F.C.

sabato 23 aprile 2016

Gli anni ruggenti del Manchester United di Ernest Mangnall

Il 4 gennaio del 1866 a Bolton nasce Ernest Mangnall, sarà colui che regalerà al Manchester United i primi  importanti titoli.
Inizia la sua carriera, nel mondo del calcio, come portiere nel Bolton Wanderers. Nel marzo del 1900 siede per la prima volta sulla panchina di una squadra di calcio: è quella del Burnley. Il club era  stato reltrocesso in Seconda Division al termine della stagione precedente, ma Mangnall non riesce a riportarlo nella massima serie, arriva al terzo posto nella sua prima stagione a quattro punti di distanza dalla zona promozione e non va meglio nella stagione sucessiva, il Burnley arriva solo a metà classifica.

Inaspettatamente nel mese di ottobre 1903,  il Manchester United  gli offre la sua panchina. Qui le cose vanno desisamente meglio: conclude le stagioni 1903 e 1904 al terzo posto, e centra la promozione del 1906.
  Nella sua prima stagione in First Division, la squadra chiude il campionato a metà classifica. 

Poi tutto magicamente cambia.

Nel 1908 i Red Devils iniziano a collezionare vittorie una dopo l'altra, arriva il primo titolo inglese, seguito dalla Charity Shield vinta sconfiggendo il QPR 4-0 nel replay, dopo aver pareggiato la prima sfida per 1-1. Nel 1909 arriva anche la prima FA Cup, sconfiggendo il Bristol City in finale per 1-0. 

Ma non basta, nel 1911 vince nuovamente il campionato e la Charity Shield, surclassando lo  Swindon Town per 8-4.
A questo punto decide di giocare la carta più difficile, trasferendosi ai rivali cittadini del Manchester City, ma con loro ottiene solo un secondo posto nel 1921.

La magia degli anni ruggenti era terminata! 


venerdì 22 aprile 2016

La finale di FA Cup del 1904 e la passione ... del tifoso invasore

Il 23 aprile 1904, il Manchester City ha vinto il suo primo importante trofeo, sconfiggendo il Bolton Wanderers nella finale di FA Cup. Era la ventitreesima finale e si giocava nello stadio del Crystal Palace.Per il Manchester City era la sua prima finale, mentre per il Bolton era la seconda infatti, nel 1894, era stato sconfitto dal Notts County per 4-1. I Citizens erano però dati da tutti come favoriti perchè erano primi in classifica in First Division, mentre il Bolton occupava solo la settima posizione nella Division Two. Insomma sembrava una gara senza storia!Era una bellissima giornata quando le due squadre si affrontarono; oltre 60.000 persone riempivano le tribune dello stadio del Crystal Palace di Londra, tra loro c'erano anche il primo ministro Arthur Balfour, il  ministro delle Colonie Alfred Lyttelton, il Postmaster General Lord Stanley e Lord Kinnaird.
  
Il Manchester City entrò sul campo di gioco per primo, guidato dal suo capitano Billy Meredith, seguito poco dopo dai suoi avversari. La gara fu talmente equilibrata per i primi venti minuti, che un giornalista sportivo dell'Athletic News scrisse: "All'inizio c'era poco da scegliere tra le rivali".

Ma al 23', il City passa in vantaggio proprio grazie al suo capitano Billy Meredith che raccolto un passaggio di George Livingstone dribblò Bob Struthers e tirò, senza indugi, nella porta avversaria, il portiere Dai Davies non riuscì ad intervenire e la sfera entrò nella sacca. Qualcuno poi dirà che la rete fu segnata in posizione di fuorigioco, ma in campo nessun giocatore del Bolton protestò.
  
Subito dopo la rete dei Citizens, un esuberante tifoso del Manchester City invase il  campo, per essere successivamente, scortato via dalla polizia, lo Sporting Chronicle disse che "l'uomo è stato poi riportato indietro sulle gradinate, e che la polizia era rimasta impressionato dalla passione che aveva dimostrato". Altri tempi!

Il Bolton cercò in tutti i modi di pareggiaree pur riuscendo ad avere la maggior parte del possesso palla per tutto il secondo tempo,  i suoi avanti non riusciromo mai a superare Jack Hillman perdendo così alla fine per 1-0.

La FA andava così nella città di Manchester! 



lunedì 18 aprile 2016

Il primo campionato di calcio in Argentina

Il 12 aprile 1891 si è giocata, nella città di Buenos Aires, la prima giornata del primo campionato di Primera División argentina, quel giorno si sono giocate solo due partite e sono scese in campo quattro delle cinque squadre che componevano il nuovo campionato.

Fondata all'inizio di quell'anno da Alex Lamont della scuola
Saint Andrew's Scots di Buenos Aires, il nuovo campionato è stato il primo che si è giocato al di fuori delle isole britanniche e dell'Olanda. Oltre al Saint Andrew's, comprendeva gli Old Caledonians, i Buenos Aires and Rosario Railway, il Belgrano FC, ed il Buenos Aires FC

In quella prima giornata, i biancoazzurri del
Saint Andrew's hanno sconfitto il Buenos Aires per 5-2, mentre gli Old Caledonians hanno schiacciato il Belgrano FC con un netto 6-0. Le due squadre che hanno vinto la loro partita inaugurale hanno continuato a fare bene nel corso della stagione vincendo sei partite, pareggiandone e perdendone una. Così per decidere a chi assegnare il titolo si è giocata una finalissima vinta dal Saint Andrew's per 3-1 dopo i tempi supplementari.

 Equipo de St. Andrew's en 1891, histórico primer campeón del fútbol argentino

venerdì 15 aprile 2016

Vecchie formazioni

Immagini, ingiallite dal tempo, di squadre che hanno fatto sognare tanti tifosi.
I nostri nonni! Forse.

La Novese nel 1914

I "Xeneizeis" del Boca Juniors nel 1934

La MATER Roma ...
Questa è una rara figurina della squadra
 

I giocatori Uruguaiani alle Olimpiadi di Parigi nel 1924 

La squadra islandese dell'Unitas Helsinski nel 1917

Testi e foto di Marko Rinaldo Durante  

giovedì 14 aprile 2016

Il club che diventò ... il Manchester United

Il 26 aprile 1902, il club inglese di Second Division, il Newton Heath Football Club cambia il suo nome. Una cosa piuttosto inusuale, ma perchè questo accadde?
Il club, soprannominato
the Heathens (i pagani), era stato fondato nel 1878 dai lavoratori del deposito dalla Newton Heath della Lancashire and Yorkshire Railway, che si trovava nella città di Manchester. Per questo motivo il nome iniziale del nuovo club è Newton Heath L & YR Football Club, ma quando vengono iscritti nella Second Division inglese nel 1893, decidono di togliere "L & YR" dal loro nome.



Pochi anni dopo, nel 1902, i Pagani sono in gravi difficoltà finanziarie. I loro debiti arrivati a più di 2.500 sterline (una cifra enorme) li sta portanto al fallimento. Il capitano del club, Harry Stafford, tenta il tutto per tutto e contatta J.H. Davies, l'amministratore delegato delle vicine Manchester Breweries. Stafford miracolosamente riesce a convincere Davies a fare un investimento consistente, permettendo al vecchio club di continuare a vivere. In cambio, però Davies ottiene la carica di presidente.

Sembrava la salvezza e invece ... il povero club dei Pagani stava per scomparire per sempre.

Il presidente decise infatti di adottare un nuovo nome e cnuovi colori proprio a significare il nuovo inizio del suo club. Le divise giallo verdi furono messe da parte venendo sostituite con altre dai colori rosso e neri e, dopo aver scartato nomi come "Manchester Central" e "Il Manchester Celtic," il nuovo presidente decide di chiamare il suo club Manchester United Football Club!  

Vecchio calcio ... quasi dal sapore moderno! 


mercoledì 13 aprile 2016

La finale della FA Cup del 1909

L'attesissima gara si giocò il 24 aprile del 1909 a Londra, nello stadio del Crystal Palace e si affrontarono due delle migliori formazioni della First Division di quel periodo: Manchester United e Bristol City.

Era la prima volta che queste due squadre partecipavano ad una finale di FA Cup, i pronostici della vigilia, accreditavano il Manchester United come squadra favorita, essendosi aggiudicato il titolo di campione della First Division nella stagione precedente. Una finale però è sempre una gara aperta ad ogni risultato ed i tifosi di Bristol si facevano coraggio pensando al fatto che i Red Devils di Manchester avevano perso per 1-0 contro il "loro" Bristol City, a Bank Street, appena due settimane prima e che i Robins erano sotto di un solo punto in classifica con due partite ancora da giocare. Insomma in FA Cup e campionato niente era ancora stato deciso.



Dato che entrambi i club usavano solitamente delle casacche rosse, prima della finale, la Federazione inglese li invitò a creare una nuova maglia per l'occasione: i giocatori del Manchester United sfoggiarono una maglia bianca con un V rossa al centro ed una rosa rossa di Lancashire sulla sinistra, mentre il Bristol City scelse una casacca di colore blu. 
Lo United, precursore del calcio di oggi, organizzò addirittura un evento di presentazione con la stella della musica di allora George Robey per presentare le nuove divise dei suoi giocatori.Solo pochi minuti prima dell'inizio della finale, i tifosi del Manchester United tirarono un sospiro di sollievo, infatti il loro club, inaspettatamente, riuscì a recuperare uno dei suoi calciatori più importanti, Sandy Turnbull che era stato alle prese con un infortunio al ginocchio, ma che la mattina della partita, convinse il suo allenatore, Ernest Mangnall, a farlo scendere in campo. Mai scelta fu più giusta!
 
L'unica rete della gara fu messa a segno al 22': un tiro di Harold Halse colpì la traversa, la palla rimbalzò a pochi passi da Sandy Turnbull che, da grande oppurtinista, la calciò prontamente alle spalle del portiere Harry Clay. Il Bristol City poco dopo ebbe la sua migliore occasione della partita per pareggiare le sorti dell'incontro: quando un lancio millimetrico portò Bob Hardy solo davanti alla porta, ma il suo tiro passò di poco alto sopra la traversa della porta difesa da Harry Moger. 

Per il Manchester United non fu tuttavia una vittoria facile, infatti dovette anche giocare buona parte dalla gara in dieci uomini dopo che il terzino sinistro Vince Hayes rimase infortunato, in quei tempi non era possibile effettuare sostituzioni, Mangnall così spostò il povero Hayes nel ruolo di attaccante, lasciandolo in campo  fino alla fine della gara, anche se ovviamente rimase fermo in un angolo del rettangolo verde di gioco.
   
Alla fine i calciatori di Manchester riuscirono a mantenere il gol di vantaggio e Charlie Roberts diventò il primo giocatore del Manchester United a sollevare la FA Cup!



martedì 12 aprile 2016

Il Borussia Neunkirchen nel 1918

Cento anni fa, la Prima guerra mondiale era iniziata. Tra i combattenti della zona della Saar ci furono anche un buon numero di calciatori. Arthur Goedicke giocò per il Borussia Neunkirchen, proprio come i fratelli Karl e Willy Brüder. Karl cadde nei primi mesi di guerra.


Di Arthur Goedicke resta una vecchia foto, ingiallita dal tempo, che è stata scattata poco prima della fine della guerra: una foto relativa ad una partita di calcio. Con la squadra della Fliegerersatzabteilung (FEA) 1, di stanza a Altenburg, Goedicke ha vinto (è il quarto da sinistra in maglia bianca), il 5 settembre 1918, per 7-0 contro il FEA 6 proveniente da Großenhain.

testo e foto di Michael Quell